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De.licio.us

Si trasloca...

di villo (12/11/2009 - 14:39)

Ciao a tutti.

Sto traslocando il blog su Blogspot, il nuovo indirizzo è

http://algranlasco.blogspot.com

Notate, come ho pure cambiato il nome del blog, visto che andare al gran lasco è notevolmente più confortevole che andare di bolina... ;-)

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A new forked Sailing Sysadmin / Geek

di villo (19/03/2008 - 14:32)


Name if female: Alessandra Villani
Name if male: Davide Villani
Status: shipping
ETA: 24/09/2008



Gaudeamus. :-)

Tag: erede

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Geeks of the Caribbean - episode IV

di villo (01/02/2008 - 17:07)

Ciao. :-)


Ecco il quarto giorno, che avrebbe potuto intitolarsi BUROCRAZIA E VIP.


Vai con la sveglia e la colazione, robusta, per prepararci alle fatiche. Ovviamente fra sveglia e colazione, subito fuori a controllare di non aver arato, toccato, ecc... Tutto a posto, quindi si arma il tender e si scende.
Claudio ed io andiamo a fare le pratiche di entrata, Roberto e la Rosi in cerca di pesce, Cristina, Antonio e Raffaella in cerca di frutta e verdura. Ovviamente il compito più arduo sarà il nostro.

Entriamo in un edificio abbastanza nuovo fornito di condizionamento polare (ci saranno almeno quindici gradi di differenza con l'esterno), al cui interno ci sono tre sportelli di fronte all'entrata e altri due, uno per ogni lato. All'interno degli sportelli c'è un ambiente unico, niente pareti divisorie. Ci viene consegnato un modulo dove iniziamo a indicare i dati della barca, dei componenti dell'equipaggio, la presenza a bordo di alcoolici, armi, munizioni (sic!), il numero di scarpe del primo fidanzato di mia nonna e persino quanti grammi di cacca produce giornalmente il mio cane (e se la suddetta cacca è adatta a fertilizzare coltivazioni di fagioli).
Ah, pure quanti baci ho dato alla mia prima fidanzatina dell'asilo, qui sono entrato in difficoltà perché io avevo la fidanzatina ma non sono mai stato all'asilo, non c'erano caselle apposite da marcare e alla fine  ho mentito spudoratamente.

Fatto tutto, consegnamo il modulo allo sportello di fronte a noi alla destra, dove un graduato in uniforme (assistito da un altro graduato con grado evidentemente inferiore, dal numero di barrette sui galloni) inizia a separare le varie copie del modulo e a scrivere varie cose su ognuna. Tempo dell'operazione un quarto d'ora, durante il quale ci rifa a voce le stesse domande presenti sul modulo, compresa quella sui baci e secondo me qui ci ha sgamato, anche se è stato comprensivo, ha fatto un sorrisetto e ha lasciato perdere.
Alla fine prende un foglietto, gli scrive sopra qualcosa, gli appone un timbro, lo firma e ce lo consegna assieme ad una delle copie del modulo da noi compilato (ovviamente vidimato e firmato pure quello).

Con i due fogli in mano ci trasferiamo davanti allo sportello di fianco, quello centrale, dove una ragazza in borghese prende il foglietto vidimato e firmato, borbotta qualcosa a proposito di kindergarden, lo firma a sua volta, lo trattiene, ne prende un altro, gli scrive sopra qualcosa, lo firma, lo timbra, ci chiede le tasse di ingresso e, una volta pagato, ci consegna il foglietto assieme ad una ricevuta di pagamento, firma e timbra la copia del modulo e ci dice di andare allo sportello laterale alla nostra destra.

Ci spostiamo e troviamo un ufficiale (si capisce dai gradi sull'uniforme e dall'uniforme stessa, migliore di quelle dei tizi al primo sportello) che legge il foglio, sghignazza mormorando "kindergarden", lo timbra e firma a sua volta, lo archivia, ne prende un altro, gli scrive qualcosa sopra, lo timbra, lo firma, ce lo consegna, timbra e firma il modulo e ci dice che è tutto a posto e che possiamo andare, guardandomi con commiserazione.

Tempo totale, un'ora e mezza.

Ho lavorato per dodici anni come consulente esterno alle Poste Italiane e nemmeno li ho visto una trafila simile, ci sarebbero stati solo due sportelli da fare, e in una qualsiasi altra realtà ci sarebbe stata una persona sola a svolgere tutto il lavoro.
Però un senso c'è, come mi fa notare Marco, lo skipper dell'altro cat: in questo modo tre persone ricevono uno stipendio invece di una sola.
Quindi, tutto regolare.

Usciamo provati dallo scontro titanico e troviamo immediatamente le due spedizioni di approvvigionamento, con frutta, verdura e pesce già cotto alla brace.
Giro al bancomat per prelevare un po' di dollari caraibici poi via, a fare aperitivo prima di pranzo, in un localino assieme all'equipaggio di Marco: personalmente ho bevuto due rumpunch, una Guinness ed un pinacolada, non volevo farlo ma mi hanno costretto con una pistola alla tempia, e ho imparato che i rumpunch, la Guinness e i pinacolada ai tropici contengono dell'alcool, ma guarda un po'!!!

Ormai inizia ad essere ora di pranzo e ci trasferiamo in barca, dove pranziamo con il pesce alla brace e la frutta.
Poi, riponendo la verdura prima di ripartire notiamo un vassoio di venti peperoni dall'aria sospetta, e per colore e per dimensione: più piccoli dei nostri peperoni (anche se con la stessa forma), con un aspetto quasi carnoso e colori molto accesi.

Io ed Antonio esprimiamo dei dubbi sulla commestibilità di detti ortaggi e sull'opportunità di averli comprati, ma Cristina ci rassicura: sono solo peperoni, e le servono per un sugo ai peperoni, acciughe e capperi che ci preparerà più avanti.
Io e Antonio continuiamo ad avere dubbi e trattiamo il vassoio come se fosse un carotaggio in profondità proveniente da Mururoa, ricordatevi di questi peperoni, avranno un ruolo fondamentale nella crociera.

Si parte, e come prima cosa facciamo un lungo tragitto a motore di meno di un miglio nautico, spostandoci sul lato sud di Bequia per fare un lungo bagno corroborante di fronte ad una splendida spiagga orlata di palme, sabbia bianchissima, acqua azzurra, ecc. ecc. incomma i Caraibi come uno se li immagina. Ad essere sinceri c'erano cartelli "Proprietà Privata, Vietato L'Accesso" dappertutto, ma noi ce ne siamo fregati ed abbiamo usato anche alcune sdraio presenti sulla sabbia.

Terminato il bagno si riparte, a vela verso Mustique con un apparente quasi al traverso di 18 nodi, senza più i fastidiosi treni di onde da nord (praticamente senza onde, ormai iniziamo ad essere protetti da tutte le isole e dai reef), dove arriviamo alle 17.30, poco prima dell'imbrunire.

Gavitello aiutati per dieci dollari caraibici (tre euro circa) da un indigeno su un barchino, poi aperitivo in barca, doccia e si sbarca, per andare a ri-fare aperitivo assieme agli altri in un locale sulla spiaggia e a cenare in un ristorante in collina.
E qui mi scontro subito col fatto che Mustique è un posto da VIP con prezzi da VIP: quasi 20 Euro a cranio per l'aperitivo e quasi 50 Euro a cranio per la cena!

Te possino...

Intendiamoci, ottimi rumpunch e ottima cena (anche se con porzioni medio piccole, nouvelle cuisine), locali molto belli e curati, camerieri & baristi & servizio degni del Grand Hotel di Rimini, ma non sono i Caraibi che mi aspettavo.
Non tanto per il prezzo, quanto proprio per l'ambientazione.
Marco aveva proposto di farci preparare la cena da una nativa che conosce (una certa Luise, immediatamente soprannominata Luisona come tributo a Stefano Benni), l'avremmo mangiata nel cortile di casa sua nel borgo dei nativi, ma alla fine è passata la proposta del ristorante.

Riguardo al ristorante, tre note di colore: per andarci abbiamo preso un taxi che era un robo della Honda a due tempi e quatto ruote, cassonato, con alcuni posti in cabina e altri sul cassone, io sono finito sul cassone, in piedi, in salita su una strada ripidissima (ad un certo punto credevo di dover scendere a spingere), cercando di schivare le foglie delle palme.
Poi io ed Antonio abbiamo provato a prendere un antipasto in due, gamberetti alla brace accompagnati da una salsa di avocado e verdure. Ebbene, ci hanno portato un piatto contenente quattro gamberetti ed una ciotolina di salsa. Buoni, intendiamoci, con la salsa ci stavano proprio bene, ma porca miseria.,..
Infine come dolce Raffaella ha ordinato cheesecake e io banane fritte, hanno portato la cheesecake e il cameriere con le mie banane mi ha beccato mentre la assaggiavo.
Mi ha sgridato!!!
"Non si mangia la cheesecake prima delle banane, altrimenti non si riesce a sentire il fragrante sapore dei frutti, voi italiani, blah blah, yadda yadda, blah blah..."

Si è fermato quando ha notato il mio sguardo e il fatto che avevo la forchetta in mano ma la tenevo come si tiene un coltello, ha posato il piatto e se ne è andato velocemente, per poi mandare sistematicamente un altro cameriere ad ogni nostra richiesta.

Alla fine ritorno in barca, aperitivo post-cena con gin e ruhm e poi a dormire, domani si rimane a Mustique e si va a Macaroni Beach.

Tag: vela,vacanze

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Geeks of the Caribbean - episode III

di villo (31/01/2008 - 15:50)

CIao. :-)

Ecco il terzo giorno.

Sveglia alla mattina presto, le 6 circa, senza sveglia. Direi un miracolo, a casa per svegliarmi entro le 9 devo puntare due sveglie.

E qui parte subito il dilemma: fermarci oppure no a Saint Vincent?

Perché durante il check-in, ci hanno sconsigliato vivamente di fermarci, soprattutto a Chateaubelair, ci sono stati episodi di aggressioni notturne sulle barche.
Poi durante la crociera abbiamo imparato come stanno veramente le cose: a Saint Vincent ci sono delle piantagioni di marijuana, e la baia di Chateaubelair viene usata per farla uscire dal paese, quindi i nativi non vogliono turisti che curiosano nei loro traffici.
Le aggressioni servono solo a scoraggiare le persone dal fermarsi li, salgono sulla barca machete in mano e si fanno dare un po' di soldi senza farti nulla (se non reagisci, altrimenti...).

Infatti al ritorno ci siamo fermati a Cumberland Bay, abbastanza vicino, con parecchie barche alla fonda con cima a terra, e non ci è capitato nulla.

All'andata, però, abbiamo preferito non fermarci a Saint Vincent (coraggiosissimi!!!), e abbiamo optato per una breve sosta a Pitons Bay (pranzo & bagno & birre & ruhm) per poi tirare dritto fino a Bequia, con atterraggio notturno emozionantissimo.

Siamo arrivati circa alle 22, sulle carte all'ingresso della baia erano riportati un cardinale ovest (scintillio con nove lampi, che segnalava un reef con banco di scogli affioranti dal nome emblematico di Devil's Table) e un altro fanale sulla nostra destra.

Ebbene, il cardinale ovest c'era, ma il fanale sulla destra assolutamente no, probabilmente portato via dal mare e mai ripristinato, quindi siamo entrati quasi alla cieca, affidandoci al GPS e tenendoci molto vicini al cardinale ovest.

Una volta dentro Admiralty Bay avremmo dovuto trovare un faro a settori (verde, bianco, rosso) che ovviamente c'era ma non si vedeva, perso nelle luci del paese.

Pure qui siamo avanzati alla cieca, tenendoci al centro della baia.

Non abbiamo trovato alcun gavitello libero, quindi da veri coccodrilli abbiamo dato alla fonda in mezzo ai gavitelli, confidando che l'aliseo non potesse girare.

Non ha girato, però questo non ci ha evitato di essere guardati malissimo da tutte le altre barche. A ragione, pure io avrei guardato malissimo una persona che avesse fatto questo, però in questo caso avevamo ragione... ;-)

Uno degli skipper (Fabio, un santo, aveva a bordo due coppie bolognesi alla loro prima esperienza a vela, con un bambino di sette anni soprannominato "Il Terribile" e due bambine di dieci e undici anni, sorelle, meno terribili) si era fermato a dormire a Pitons Bay, Marco invece ci aveva seguiti (e per la seconda volta è arrivato dopo di noi, ciccaciccacicca) e dopo una mezz'ora ha dato alla fonda al nostro fianco, attirandosi a sua volta le ire degli occupanti delle barche al gavitello, che si sono quasi dimenticati di noi.

Visto, è sempre meglio arrivare primi.

Mentre noi ci rilassavamo e rifocillavamo con prosciutto, patatine, arachidi, gin tonic e coca ruhm (l'acqua fa marcire i pali [1]), Raffaella, Roberto e Rosy sono andati a terra con il tender per vedere dove cenare, ma sono poi rientrati con la sconsolante notizia che i ristoranti avevano già chiuso le cucine (alle 23!!!), quindi si è provveduto a cenare in barca (con vino rosso francese procurato tramite Caribizz, l'acqua fa marcire i pali [1]) per poi andare a dormire, in modo da prepararci allo scontro titanico con la burocrazia di Saint Vincent and the Grenadines, che si sarebbe verificato il giorno dopo durante le pratiche di entrata.


[1] In ferrarese, "L'acqua la marza i pal", con riferimento al fatto che le bricole ("i pal") in acqua marciscono. Nota bene, anche in veneziano c'è una espressione simile, ma in questa sede non procederemo a dare l'esatta trascrizione fonetica e una analisi etimologica, si lascia allo studente come facile esercizio reperire queste informazioni e dimostrare la parentela linguistica delle due allocuzioni...

Tag: vela,vacanze

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Geeks of the Caribbean - episode II

di villo (30/01/2008 - 10:22)

Ciao. :-)


Ecco il secondo giorno.


La mattinata viene spesa a fare cambusa (e per fortuna abbiamo anche usato Caribizz che ci porta la roba pesante in banchina) e le pratiche di uscita, andando alle Grenadine finalmente si esce dalla UE.

Alle 13.30 circa riusciamo a partire, e faccio immediatamente una figuraccia: inizio a vedere nella baia una serie di boe verdi alla mia destra, e comincio ad urlare a Claudio (che è al timone) "A DRITTA, A DRITTA, STAI A DRITTA".

Solo dopo che mi ha risposto per la terza volta "REGIONE B" realizzo che si, siamo in America, i colori all'ingresso (e quindi all'uscita) sono invertiti, quindi è corretto, uscendo, avere le boe rosse alla sinistra e le boe verdi a dritta, siamo esattamente in mezzo al canale navigabile.

E si che sono patentato da pochi mesi, figura di merda!

Per la vergogna mi rinchiudo mezz'ora in bagno poi sperando che tutti abbiano dimenticato risalgo, giusto in tempo per uscire dal ridosso dell'isola...

...e prendermi sulla nuca 18 nodi di apparente, al gran lasco, con il cat che fila a 8.5 nodi in mezzo a treni di onde alti circa 2.5 metri che arrivano dalla direzione sbagliata, da N secco, con l'aliseo a NE, per effetto di una perturbazione in Atlantico, la maledetta perturbazione che abbiamo sorvolato per metà volo intercontinentale.

E necessario che ammetta di essermi cagato addosso?

Ok, lo ammetto, io sono abituato all'Alto Lago Adriatico, onde da 2.5 metri le avevo viste solo in Un Mercoledi Da Leoni o in Blue Crush.

Dopo mezz'ora ho iniziato a riprendere coraggio (Se non sono morto finora, questo cat è in grado di affrontare questo mare) e dopo un po' sono anche andato al timone.
E ho pure surfato, tiè, onde di merda.

La meta era Marigot Bay, a Santa Lucia, l'abbiamo raggiunta in tempo record: alle 18.30, 25 miglia circa, maledetto aliseo che non ha tenuto e alla fine abbiamo dovuto smotorare, sempre con quei treni di onde dalla parte sbagliata...

Atterraggio semplice, la baia si riconosce facilmente, ha un ingresso largo, senza risacca, segnalato bene (e non mi sono sbagliato sui colori delle boe).

Arriviamo assieme agli altri cat (in teoria eravamo una flottiglia di tre cat, noi bareboat gli altri due con skipper, Marco e Fabio), Marco ci chiama sul VHF per darci appuntamento a terra, noi ci riposiamo, ci laviamo, facciamo aperitivo in barca, arrivata l'ora ci fiondiamo sul tender, partiamo e ci troviamo immediatamente in mezzo ad un acquazzone tropicale che in 4 secondi e 2 decimi ci inzuppa fino alle ossa.

Che fare?

Si torna indietro, ci si cambia, si cena in barca, si subisce l'assalto di Marco e Marcello che bagnati fradici implorano del ruhm per scaldarsi (la loro barca è a dieci metri di distanza!) poi a nanna.

Tag: vela,vacanze

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Geeks of the Caribbean - episode I

di villo (29/01/2008 - 10:01)

Ciao.


Eccomi qui di ritorno dalla crociera ai Caraibi, uff, è durissima riprendere a lavorare...


Inserisco un mini resoconto, diviso in più post, modificando data ed ora per accordarle con quelle della crociera, geek sono e geek rimango. :-D

L'equipaggio era così composto:

  • un ingegnere
  • una proprietaria di albergo
  • due medici
  • una veterinaria
  • un avvocato
  • Il Geek

Si inizia il 29 gennaio, per quel giorno c'è poco da dire:


Si parte da Bologna, volo per Parigi Charles de Gaulle, trasferimento fino ad Orly, volo fino a Fort de France, Martinica, dove ci aspetta...

...dove ci aspetta un'isola tropicale pericolosamente simile all'Europa, per quello che ho potuto vedere! :-|

Siamo proprio in UE, prezzi alti (in Euro), ritmi frenetici, traffico, centri commerciali, una superstrada piena zeppa che attraversa l'isola (in tutto 400.000 persone), se non fosse per le palme e le coltivazioni di canna da zucchero e banane sembrerebbe di essere in Emilia Romagna.

Alle 18.30 circa arriviamo a Le Marin, saliamo sul catamarano, ci laviamo, andiamo a cena (20 € a cranio, te possino...) e poi a nanna.

Tag: vela,vacanze

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Senza infamia e senza lode

di villo (14/01/2008 - 11:34)

Ciao.

Regata faticosa ieri, mi fanno male anche i muscoli dell'alluce sinistro.
Con risultato schifosetto, ottavi di classe.

Non abbiamo protestato nessuno anche se alla prima boa di bolina ci hanno pesantemente ostacolati pur essendo mure a destra e interni di boa, facendoci perdere un bel po' di tempo.
Primo lato di poppa senza infamia e senza lode.
Secondo lato di bolina quasi schifoso per colpa mia, mi è sfuggita la scotta del genoa due volta (una dalla mano, una dal self tailing).
Subito dopo la seconda boa di bolina, mentre stavamo per alzare lo spi mure a destra, uno con lo spi già armato, mure a sinistra e sopravento (gli mancava solo il motore acceso!) ci ha ostacolato e ci ha toccato, facendoci perdere tempo.
Dopo di ciò l'ultimo lato di poppa è stato schifoso, non riuscivamo a gestire bene lo spi, troppo demoralizzati!
Infine, terminato quest'ultimo lato, alla boa prima di strambare per andare al cancello di uscita, ci siamo incartapecoriti noi a tirare giù lo spi, perdendo ulteriormente tempo.

Non abbiamo protestato nessuno, ripeto, anche se ne potevamo protestarne due che ci hanno sul serio fatto perdere parecchio!!!
Abbiamo scelto il quieto vivere.

Insomma, io mi sono divertito ma l'armatore un po' meno, ha un po' di danni alla falchetta destra. :-|


La prossima regata il 27 gennaio, poi il 29 Caribe!!!


Ciao. :-)

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Caribe Sailing Holidays!!!

di villo (09/01/2008 - 14:01)

Ciao a tutti.



Sono rimasto zitto fino ad ora per pura scaramanzia, ora lo annunciamo: Caribe!!! :-D


Ebbene si, a fine mese vado in ferie ai Caraibi, partenza il 29 gennaio e ritorno l'8 febbraio.


Si tratta di una proposta scandalosa di Claudio, il proprietario della barca sulla quale sto partecipando alle regate del Campionato Invernale di Marina di Ravenna (Scud, al momento terzi di classe): Perché non ci facciamo una decina di giorni in barca ai Caraibi?

Detto, fatto!

Ho detto si senza neppure consultare Raffaella, la mia compagna, tanto lo sapevo che avrebbe detto si, come è successo.

Claudio ha organizzato tutto, saremo io, Raffaella, Claudio, la sua compagna e una coppia di loro amici, il programma è questo:

Partenza da Bologna e arrivo in Martinica, dove a Le Marin ci aspetta un catamarano: o questo, o questo.

Giro partendo dalla Martinica fino alle Grenadine (speriamo fino alle Tobago Keys!!!) e ritorno alla base per il 7 febbraio.

Reimbarco la sera del 7 per arrivare a Bologna l'8 febbraio.


Durante la crociera bloggherò tutto in tempo reale via e-mail su Blogger, spero di riuscire ad allegare anche le foto: http://treuominiinbarca.blogspot.com

Stay tuned... ;-)

Caribe, caribe!!! :-D



P.S.: sto incrociando l'incrociabile, se qualcosa va storto e salta tutto piangerò per tre mesi... :-(

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Comitato, quando finisce quesa farsa?

di villo (03/12/2007 - 13:07)

Ciao. :-)


Ieri seconda prova del Campionato Invernale di Marina di Ravenna.


Tutta la giornata sta nella frase che è anche il titolo del post: Comitato, quando finisce quesa farsa?


Si è sentita sul VHF verso le 13.00 circa, alla seconda boa di bolina, tutti fermi da quasi mezz'ora su un mare perfettamente piatto, con un sole che sembrava di essere in aprile, in quasi totale assenza di vento (tutti sudati come facoceri).
Qualcuno riusciva a malapena a contrastare la corrente (mezzo nodo) e rimaneva fermo, qualcun'altro andava leggermente indietro...

Dopo annunci di ritiro come se piovesse (evidentemente i concorrenti avevano fame) è arrivata sul VHF la frase fatidica. E il comitato ha risposto: Finisce alle 16.00, delle barche sono già arrivate e non possiamo più accorciare il percorso.

Quindi si è rimasti li ad aspettare qualche refolo di vento che ci permettesse di finire.



Risultato?

MooOolto meno merdesimi della volta scorsa (terzi di classe), sono pure riuscito a portare lo spi senza fare grosse cazzate (divertente lo spi con poco vento, molto meno divertente la volta scorsa).

Poi il rientro e il pranzo senza infamia e senza lode, offerto dall'Organizzazione (non male il vino).

Alla fine del pranzo, mentre andavo a riprendermi la sacca in barca, ho visto ormeggiarsi l'ultimo arrivato della nostra classe.

Queste sono soddisfazioni...

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Merdesimi

di villo (19/11/2007 - 10:10)

Ciao. :-)

Ieri, prima regata del Campionato Invernale di Marina di Ravenna.

C'è chi è arrivato primo, chi è arrivato secondo...

Noi siamo arrivati merdesimi.


E ad essere sinceri, durante il primo lato di bolina, sotto la pioggia battente a 4 °C, mi è uscita spontanea: "Ecco, è esattamente in queste condizioni che mi viene sempre da pensare <<Ma chi me l'ha fatto fare di venire qui invece di rimanere a casa, al caldo, a trombare?>>".


Mi hanno guardato tutti, un lampo di intuizione negli occhi e poi hanno risposto in coro "Sisi, è vero!!!".
Anche Loredana, la drizzista.


Gioie e dolori della vela... :-D

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FIV, FIV!!!

di villo (14/11/2007 - 11:03)

Weila.


Ovviamente, FIV come Federazione Italiana Vela, e non come Feline Immunodeficiency Virus.


Per fare regate, devo avere la tessera FIV.
Ce l'ho, ma riporta che il mio certificato medico è scaduto ieri.

Ho già telefonato al medico, passo oggi pomeriggio dopo le 18.00 a ritirarlo.
Senza neppure visitarmi, tanto mi conosce e ha la mia storia clinica sul PC.
Nel pomeriggio telefonerò alla Lega Navale Italiana, poi passerò ad aggiornare la tessera FIV, per domenica deve essere pronta.



Considerato che parteciperò al Campionato Invernale di Marina di Ravenna, qualcuno prima o poi mi spiegherà come mai è obbligatoria la tessera FIV, è obbligatorio il certificato medico, ecc...
In fin dei conti si tratta di gareggiare per la Coppa del Nonno...

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Elemento da sbarco

di villo (12/11/2007 - 17:05)

We, rieccomi.

Dopo una bella assenza.

L'importante è che sia di nuovo qui.


Nel frattempo ho preso la patente nautica senza limiti, sono uscito in barca, ho fatto le vacanze in barca con altri due miei amici e...

...e mi sono dato da fare per partecipare a qualche regata questo inverno. :-)

Bene, ho trovato un imbarco, parteciperò al Campionato Invernale di Marina di Ravenna, su un 40 piedi, tailer.

Direi che un quarantacinquenne che si prende la briga di partecipare a delle regate invernali è un bell'elemento da sbarco, non trovate? :-D :-D

Ieri ho partecipato al primo allenamento, mi sono divertito, anche se ora mi dolgono muscoli che non pensavo di avere. Comprendo perché in genere i tailer hanno un fisico da energumeni...
Oggi niente foto, sabato prossimo nuovo allenamento, domenica prima prova del campionato invernale, al prossimo post qualche foto dovrei postarla (armatore permettendo).

A risentirci.

Tag: vela,regate,ravenna

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Tre uomini in barca (per una volta senza cane)

di villo (06/07/2007 - 13:39)

Ciao a tutti!

Parafrasiamo il titolo del libro di Jerome K. Jerome, io e due miei amici abbiamo finalmente noleggiato la barca per le vacanze: questo Bavaria 32 a Sukosan, in Croazia. :-)


Per ora solo la notizia, presto tutti i particolari. :-)

Via, augurateci Buon Vento... :-)

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Voglie di stagione 2, la vendetta

di villo (08/05/2007 - 13:54)

We, ciao. :-)

Come vi avevo preannunciato, il 25 aprile siamo usciti in barca a vela, la mia compagna Raffo (per la prima volta in barca a vela), alcuni miei amici e io.

Bene (o meglio, male!), è ufficiale, a Raffo non piace andare in barca a vela. :-(
Non è stata male, non le da fastidio, semplicemente si annoia, siamo usciti in mare alle 9.45 e alle 10.15 ha iniziato a chiedermi che ore erano.
Tutto qui.

Peccato, la vela è una cosa che non potrò condividere con la mia compagna. :-(
Mi toccherà uscire in barca e fare pezzi di ferie senza di lei, da solo con i miei amici. ;-)


A pranzo siamo ritornati nel marina per un piccolo spuntino (per me, spaghetti alla chitarra con pomodorini, zucchine, gamberi e calamari, come secondo fritto misto, poi acqua, vino, caffé ed ammazzacaffé e infine limoncini, per il costo spropositato di 21 € a cranio).

Poi, Raffaella è rimasta a terra con la moglie di un nostro amico e noi siamo usciti di nuovo, dopo il piccolo spuntino, e il risultato è stato questo:

 

Il Geek e i suoi amici in barca a vela

Tag: vela

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Voglie di stagione

di villo (17/04/2007 - 15:00)

Ecco qui, la prima uscita della stagione, per il 25 aprile.

Prenotato. :-)

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Le Moire

di villo (08/04/2007 - 20:45)

Eccole qui a sinistra, le tre Moire, famigerate figure mitologiche.

Cloto, Lachesi e Atropo, al secolo Anto, Mari ed Hombre (si, Hombre, ed è una donna, non un uomo), mie amiche, single.

Guardatele bene, assieme alla mia compagna sono praticamente i miei migliori amici.

In un mese e mezzo compiamo gli anni tutti e quattro, loro tre ed io, e ci sarebbe anche il quinto, Nerone, che non è potuto venire.

Noi quattro più Raffo, la mia compagna, abbiamo festeggiato come al solito, un cenone unico per tutti e quattro i compleanni.

Qui a destra eccoci all'agriturismo, Cloto, Atropo e Raffo, la mia compagna (Batù, il mio cagnazz, era in macchina, nel parcheggio).

Di seguito, altra fotografia scattata prima di ordinare la cena, ordine che è stato laborioso da completare per la quantità di specialità presenti nel menù, non sapevamo cosa scegliere e quindi brindisi: eccole qui, Lachesi, Atropo, Cloto e Raffo, a calice alzato, sperando che il vino (Merlot, produzione locale) potesse portare consiglio. :-D

L'agriturismo è Il Tridente, a Ferrara, specialità Toro, cucinato come si fa nella Camargue.

E Paella, pure questa cucinata come si fa nella Camargue.

Il toro da immolare lo allevano loro, come si fa nella Camargue, assieme ai cavalli che hanno nell'agriturismo, razza Camargue.

Lo macellano loro, come si fa nella Camargue.

Se non si è capito, la coppia che lo gestisce è ferrarese, non della Camargue, ma mi sa che sono innamorati di questa zona, e siccome sostengono che la provincia di Ferrara ha tantissime cose in comune con la Camargue (non ultimo di essere alla foce di un grosso fiume, Rodano per la Camargue e Po per il ferrarese) stanno tentando di fondere le due cose, riuscendoci abbastanza bene. :-)

Lachesi ha mangiato un misto di toro, Cloto una fantastica tagliata di toro, Atropo, Raffo ed io la Paella, che vedete qui a sinistra.

Ci siamo seduti a tavola alle 21.00, ci siamo alzati a mezzanotte e venti, dopo avere mangiato, due bottiglie di vino, dolce, caffé, ammazzacaffé, limoncini e tante chiacchiere.

E qualche foto.

Una festa di compleanno riuscita :-)

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Anche i Geek piangono

di villo (03/04/2007 - 13:49)

Abbiamo risolto l'arcano del nuovo server disastrato!

E` stato un mio script a causare tutto.

Anat(R)ema su di me!


Sob. :-(

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Disaster recovery kit

di villo (03/04/2007 - 10:50)

Il nuovo server messo su ieri, questa mattina ha iniziato ad avere notevoli problemi.
Ovviamente.

E dobbiamo ri-sostituirlo. :-|

Cosa fa un bravo Geek in questo frangente?

Ma è ovvio, tira fuori il Disaster recovery kit, foto sulla destra: schiacciata, pinzone alla cipolla e fiamma al cioccolato.
E mette su in cuffia, al chiodo, Macho Man dei Village People.

Macho, macho, maaaaann...

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Cognac, cioccolato e sigaretta

di villo (02/04/2007 - 17:05)

Ciao a tutti.


Sono le 17.00, sto ancora lavorando ma mi sto bevendo un bicchiere di Courvoisier, accompagnandolo con del cioccolato all'85% (Lindt) e con una sigaretta, devo festeggiare (come pensavate che festeggiasse, un Geek? :-D)

Il tutto perché abbiamo appena terminato di migrare senza intoppi uno dei nostri server, si smazza decine di migliaia di Euro al giorno, io e Giovanni (un mio collega) ci abbiamo lasciato almeno tre giorni di vita quando abbiamo stoppato tutti i servizi: quando morirò, sappiate che senza questa migrazione sarei vissuto tre giorni in più.

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Udiomama!!!

di villo (23/03/2007 - 14:07)

Ciao a tutti.

Udiomama, espressione in gergo ferrarese che denota paura, terrore, raccapriccio.
Generalmente usata quando capita qualcosa e ci si spaventa per le conseguenze.

Mercoledi mi ha telefonato il Prof, uno degli istruttori del corto patente nautica che sto seguendo: dopo un mese di fermo, ci saremmo trovati per giovedi sera (ieri sera, NdR).

Tutti gli allievi (me l'hanno confermato ieri sera) hanno pensato Udiomama!

Il Geek no, naturalmente, non può comportarsi come gli altri (in fin dei conti è un Geek...) e ha pensato Udiomama! e ha continuato a pensarlo per due giorni...

Perché questa reazione?

Ma ovviamente perché tutti gli allievi del corso, in questo mese, non hanno studiato e non hanno fatto esercizi, sono tutti bravissimi nel pensare Ma si, questa sera sono stanco, inizio domani sera.

E infatti la debacle è stata completa, l'istruttore (Nicolo) era distrutto, man mano che andava avanti la serata e continuava ad interrogarci si angosciava sempre di più, vedeva il suo lavoro di mesi sfuggirgli fra le mani...

Insomma, una figura di m...a.

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Un tuffo nell'estate scorsa

di villo (09/03/2007 - 09:44)

Sempre in ritardo, eh?

Non mi sono dimenticato della promessa di raccontare i il secondo weekend del corso di vela di terzo livello e l'intero corso di quarto livello. :-)

Ok, andiamo con la fine del corso di terzo livello. :-)
A sinistra una chicca: in navigazione, di bolina. :-D

Il secondo weekend è andato via liscio come l'olio, le due giornate sono state belle, anche se con vento teso, e un po' di mare che ci ha fatto penare abbastanza per raggiungere Ravenna, non abbiamo osato andare più in la perché lo davano in aumento.

Alla fine non è aumentato, però è meglio essere prudenti... ;-)

Tutte le foto le ho fatte all'andata, di sabato, come la foto di gruppo qui a destra, scattata subito prima della partenza, e che mostra il gruppo di prodi guerrieri prima del cimento.

Che dire?
L'andata è stata abbastanza tribolata, vento teso, mare non proprio liscio come una tavola, condizioni che nessuno di noi aveva affrontato prima, io personalmente ho sofferto un po' di nausea durante tutto il tempo (tranne quando ero al timone), diciamo che anche questa esperienza è servita.

Come è servito vedere (e fare) punti nave con i rilevamenti a terra, anche se la mia leggera nausea mi ha reso le cose non proprio semplici.

Ma è servito parecchio anche il prepartenza, abbiamo valutato bene cosa fare, meteo, previsioni, insomma ci abbiamo messo un po' a decidere se partire.

E una volta deciso, ci abbiamo messo un po' di tempo anche per decidere dove andare, è stato escluso immediatamente di andare verso Venezia (meglio stare lontani dal delta del Po se ci sono rischi di temporali, in quella zona sono devastanti) e si è scelta la direzione verso Ravenna, lasciando alle condizioni meteomarine la decisione di quando fermarci. :-)

Dalla fotografia a sinistra non si comprende bene, ma le onde erano abbastanza più alte della nostra barca (un Beneteau 36.7) e siamo stati contenti (tutti!) di fare una esperienza di questo tipo durante un corso con due istruttori esperti a bordo, Riccardo e Daniele.

Si è pranzato a bordo (pranzato, poi, con la nausea ho solo mangiucchiato un po'!), siamo arrivati a Marina di Ravenna nel primo pomeriggio, a dispetto delle previsioni di mare in aumento in realtà ha iniziato a diminuire anche se il vento rimaneva bello teso, e ci siamo tutti ringalluzziti. :-)

Si vedevano alcune barche fuori, e altre stavano uscendo, e a questo punto è uscita anche l'indole romagnola verace di Riccardo: ha puntato l'indice verso la più lunga e ha esclamato "Andiamo a rompere i maroni a quello la". :-D

Ora, per rompere i maroni intendeva ingaggiarlo, semplicemente.
Però non è stato mica facile!
E neppure divertente, come si scoprirà alla fine. :-(

Di sicuro è stato perché quella barca era più lunga, più invelata e meglio armata della nostra (un geek non prende neppure in considerazione la possibilità che noi fossimo davvero scarsi e loro molto più bravi di noi), ma abbiamo fatto una fatica da orchi per avvicinarci, nonostante la concentrazione di tutti, esemplificata dalla foto qui a destra.

Vi assicuro che ce l'abbiamo messa tutta, soprattutto perché avevamo preso si la faccenda come un gioco, ma come in tutti i giochi per gli adulti ci si mette l'anima, al punto che in una decina di secondi la nausea è passata a tutti quelli che ne soffrivano (a partire da me), le espressioni sono cambiate e tutti i visi da bui e un po' preoccupati si sono trasformati in sereni e con un leggero sorriso (in fin dei conti, rompere i maroni agli altri piace a tutti, non solo a Riccardo, ai romagnoli e ai geek).


L'inseguimento è iniziato in queste condizioni, prima che se ne accorgessero avevamo dimezzato le distanze, ma a quel punto abbiamo fatto pochi progressi, dopo tre quarti d'ora avevamo ridotto le distanze ad un terzo, e non ci siamo più schiodati di li.

Ci siamo avvicendati al timone, e alla fine del mio turno è avvenuto l'episodio spiacevole, che ci ha quasi rovinato la giornata.

Entrambi al gran lasco mura a dritta, il tizio ha orzato facendo un 180°, si è diretto verso di noi, ha ripoggiato fino al gran lasco, ha abbattuto e a quel punto si è trovato affiancato a noi, mura a sinistra, stringendoci, e ha iniziato ad insultarci (insultarMI, ce l'aveva ovviamente con quello al timone che ero io!!!) perché era tutto il pomeriggio che lo disturbavamo, e di lasciargli acqua, e che io ero un idiota, eccetera eccetera eccetera.

Ora, un average geek se lo insultano lascia passare perché considera gli insultatori come subumani (spesso Homo Neanderthalensis, a volte anche Homo Erectus ma in questo caso sicuramente di trattava di un Australopiteco, dicono che sono estinti ma non è vero, ce n'è almeno uno, lui), ma se lo insultano quando ha ragione diventa una belva.

E avevo ragione, mura a dritta contro mura a sinistra, con l'aggravante che sottovento a noi stava giungendo un'altra barca e non potevo né abbattere né mettermi a farfalla, o rimanevo in rotta o orzavo, e quel subumano affiancato a due metri da noi mi stava stringendo!

Ho avuto solo il tempo di urlargli "Ma ce l'hai la patente, brutto..." che Riccardo e Daniele mi hanno preso, ripiegato, stivato in un gavone e poi Daniele senza dire nulla ha preso il timone e ha orzato.


Ripensandoci ora è stato divertentissimo vedere il subumano diventare verde, abbattere, iniziare a orzare, fare un 180° e sfilarsene via. :-D


Poi, ovviamente, come al solito, Riccardo mi ha rimproverato "Avevi la precedenza... yadda yadda... inutile urlare e litigare... blah blah... pure lui lo sapeva...  yaddayadda... orzi un po' e lui si adegua... blah blah... si deve mantenere la calma... yadda yadda... rimanere lucidi... blah blah... Arrabbiarsi è pericoloso... yadda yadda".

Dopo essermi adeguatamente mortificato prostrandomi ai suoi piedi e cospargendomi il capo di cenere (tanto di capelli ne ho pochi, chi se ne frega), ho ripreso il timone in mano e ci siamo diretti in porto, per la precisione al Circolo Velico Ravennate, Riccardo e Daniele sono soci del CVR e quindi abbiamo pagato molto poco per il pernottamento, mi sembra 11€.

Sorvolo sul resto della giornata (approdo, doccia, due passi, cena in trattoria con antipasti, fritto misto di pesce come se piovesse e vino da affogarci tre maiali, meno di 20€ a testa) e passiamo alla domenica: abbiamo trascorso la mattina a fare manovre a motore dentro al Marinara. :-D


A dispetto di quello che si può pensare, ci è stato veramente utile!


Sfruttando il fatto che due terzi delle banchine e relative briccole erano già montate ma non attrezzate e quindi non c'erano barche (anche se nel disegno qui a sinistra le banchine del Marinara sembrano completate e piene), abbiamo potuto prendere la mano nel fare manovre in acque ristrette con cabinati da 11 metri, e vi assicuro che non è per niente facile all'inizio.

Specialmente perché nessuno di noi aveva la sensibilità al movimento di una barca di queste dimensioni.

Daniele prima e Riccardo poi ci hanno fatto vedere che praticamente invertivano la direzione senza spostarsi (se non per il leggero scarroccio dovuto al vento), sfruttando l'abbrivio della barca e il fatto che la rotazione avviene sul centro di deriva, con l'uso alternato avanti e indietro del motore.

Non ci avrei mai creduto, ma tutti siamo riusciti ad imparare a farlo nella mattinata.

E non solo con molta acqua intorno, ma fra i pontili, con poca acqua!

Niente foto di questo, eravamo troppo impegnati. :-D

E niente foto né del pranzo ne del ritorno, semplicemente non mi è venuto in mente di farne, pure li impegnati con i rilevamenti. :-)


Conclusioni?

Un corso che nel suo complesso mi è piaciuto parecchio, si sono fatti punti barca sia all'andata che al ritorno, un po' di carteggio, manovre, ormeggi (anche troppi il primo weekend), pianificazione, sicurezza, insomma lo consiglio, fa vedere un aspetto della vela molto interessante per i neofiti.

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Inland Waters

di villo (04/03/2007 - 11:33)

Rieccomi. :-)

Inland waters, allocuzione inglese che sta per acque interne.
Laghi, fiumi, lagune, estuari...
Come, ad esempio, il corso del fiume Po.

Che potete vedere in foto: un tramonto sul fiume Po, al termine di una giornata passata a gironzolare sul motoscafo di mio cugino Dade.

Lui, il mio amico Coccia ed io. . :-)


Ovviamente andare a motore sul Po è totalmente diverso dal girare a vela in mare, in Po si ha sempre la sensazione di essere protetti, con le sponde vicine, non ci sono onde se non quando si incrocia la scia di un altra barca e quindi si ha la sensazione di procedere lenti su una superficie vellutata anche a 20 nodi, mentre invece in mare, a vela, con le onde, sbandati di bolina, a soli 5 nodi si ha l'impressione di essere in una centrifuga. :-D
Qui eravamo a 20 nodi e questa è la scia che lasciavamo, si vede pure com'è il pelo dell'acqua, senza onde. :-)


Altra notevole differenza fra il Po e il mare è la sensazione continua di commistione fra acqua, terra e cielo, con la costante presenza di animali nell'ambiente, qui potete vedere uno stormo di uccelli che ci ha fiancheggiato per un po', non domandatemi cosa sono perché non li so riconoscere!!!

Dalla forma dello stormo, tipicamente a V anche se in questa foto non si vede, presumo che fosse uno stormo di migratori in arrivo: si, anche se siamo solo ad inizio marzo, i migratori stanno già arrivando!



Il report finisce qui, le foto no, le potrete vedere tutte sulla mia galleria personale. Si tratta di poche fotografie, 11 in tutto, mi sono preoccupato più di godermela che di documentare. :-)

In generale preferisco la vela, però giornate così sono veramente rilassanti, e sono grato a mio cugino Dade per l'offerta di uscire quando voglio nei weekend, mi basterà domandargli le chiavi e pagarmi la miscela per staccare qualche ora anche quando non potrò andare al mare.
Anche se i puristi della vela definiscono "Ferro da stiro" qualsiasi barca a motore. :-D

E, ad essere sinceri, Dade è parecchio incuriosito dalla vela, si è già prenotato un posto in barca per la prima uscita primaverile con i miei amici, che presumo si farà ad inizio aprile se continua a fare caldo come in questi giorni.

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Andrebbe bene anche una botte

di villo (27/02/2007 - 16:56)



Ciao a tutti.


Rieccomi, con una notizia bomba: sono un quasi possessore di una barca. :-)

Dico quasi perché la barca non è mia, è di mio cugGgino Davide (o, meglio, di Davide, il figlio di mio cugino Valerio), che mosso a compassione mi consentirà di utilizzarla nei weekend.

Cosa c'è di strano, citando Cesare Ragazzi?
E` che la barca non è a vela, è a motore, un motoscafino Gobbi con un fuoribordo da 35 CV. :-)
E non è neppure in mare, ma su un porticciolo sul fiume Po. :-D

L'ha appena comprata, usata, la sta mettendo a posto e sabato faremo l'uscita di test sul fiume, ogni passaggio verrà documentato come si deve e pubblicato sul blog. :-)


Direi una offerta cortesissima la sua, e sicuramente non se ne pentirà, visto che ne usufruirò abbastanza poco, adoro la vela e questa estate cercherò di uscire a vela in mare il più possibile nei weekend. :-)

E, ovviamente, pagherò la mia parte di attracco, tutto sommato è poco, in tutto 300 € annuali.
Non a testa, da dividere.

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Archetipi

di villo (26/02/2007 - 14:49)



Ciao a tutti dal Geek. :-)


E` ora di un post estetico-filosofico: anche per la vela funzionano gli archetipi.

Lungo tutta la nostra storia dell'arte, ogni volta che un quadro, una raffigurazione mostravano il mare, se c'era una barca si trattava di una una barca a vela latina.


Eccola qui.


E qui.


E infine qui.


Barche difficili e impegnative da condurre, notate l'armo e le manovre, però...

...però esteticamente stupende.


Intendiamoci, è bellissimo anche l'armo moderno (con la cosidetta randa Marconi), ma non tocca il nostro intimo, abituato a secoli di raffigurazioni delle vele latine, con una ripetiizone tale da innalzarle anche solo come silhouette al rango di vero e proprio archetipo del mare e della libertà.



Mmmmmh, post fin troppo lirio e ieratico, mi sto quasi vergognando a farlo... :-D

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Un geek è sempre un geek

di villo (25/02/2007 - 13:55)



Non dimenticatevelo mai.

Anche se "a vela", un geek è sempre un geek. O:-)


Quindi...

...quindi eccomi qui a segnalare un evento interessante, assolutamente non legato alla vela ma strettamente da geek: CitizenCamp, un BarCamp a Casalecchio di Reno (BO), focalizzato su Le nuove tecnologie per promomuovere la cultura della cittadinanza - come vengono usate, come potrebbero essere usate.

Personalmente ho pochi punti moglie, a causa delle uscite in barca, e molto quasi sicuramente non riuscirò ad andarci, peccato... :-|

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La potenza dei geek!!!

di villo (19/02/2007 - 15:18)

Wela, ciao a tutti. :-)


Di nuovo un post senza foto, non ne ho fatte.
Però l'uscita in mare di sabato ve la voglio raccontare, un po' di autogratificazione non guasta mai... ;-)

Si trattava di una uscita per il corso patente nautica, ci siamo ritrovati al Marina degli Estensi alle 13.30 e abbiamo trovato Drogo (l'istruttore ufficiale) e Paul, che come ho raccontato non si perde tanto in preamboli... :-D

Ad un certo punto, mentre ero al timone, mi sono lamentato che tutti gli altri mi stavano coprendo gli strumenti: windex, eco, log, ecc...

Apriti cielo!
Paul ha iniziato a rimproverarmi "Proprio tu, che dovresti pilotare bendato...".
E poi mi ha bendato. :-D

Ho pilotato bendato per una decina di minuti, e con mio stupore sono andato abbastanza dritto, cercavo il vento con il viso e cercavo di mantenerlo allo stesso angolo. :-D

In pubblico su un blog non posso che dire "Che c'è di strano? I Geek sono capaci di questo e ben altro, avrei potuto tranquillamente pilotare bendato mentre configuro un cluster di Tomcat in replicazione delle sessioni..." O:-)



In privato, fra di noi, direi che è stata una notevole autogratificazione, oltre ad una lezione che difficilmente potrò dimenticare...

Grazie Paul. :-)

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Troppa carne al fuoco?

di villo (02/02/2007 - 11:12)

Ciao a tutti, rieccomi qui.

Voi pensate che Il Geek si accontenti di avere una vita privata, un lavoro totalizzante con reperibilità annessa (una settimana ogni tre) e l'impegno di partecipare alle regate del Campionato Invernale di vela di Marina di Ravenna?

Non sia mai, ogni geek non è contento se non si trova sotto pressione al massimo!

E qual è il modo migliore per aggiungere carne al fuoco, per un Geek a Vela?

Ma ovviamente, tentare di conseguire la Patente Nautica senza limiti. :-D :-D

Sorvoliamo ora sugli aspetti tecnico teorici della faccenda (carteggio, fanali, normative, ecc...) che sono proprio quelli che rendono pressante la cosa (due serate alla settimana, martedi e giovedi, dalle 21.00 alle 23.00, inframezzate dalla trasferta in ufficio al mercoledi, Ferrara-Firenze) e focalizziamoci sugli aspetti pratici: le uscite in mare del corso.

Quattro uscite, per la precisione, i miei compagni di corso ne avevano già fatte due e io nessuna (la prima ero di reperibilità, la seconda ero a regatare). Senza preoccupazioni da parte mia, ovviamente so già un po' fare e non mi angustiavo più di tanto.

Orbene, sono stato redarguito dagli istruttori, e a ragione: funziona come per la patente di guida, un conto è saper guidare, altro è superare l'esame di guida, sfido chiunque sappia guidare a superare al primo colpo un esame di guida!
Fanno fare cose particolari, e vogliono vederle fare in maniera particolare, totalmente diversa da quella che chiunque seguirebbe!!

Lo so che sembra assurdo, ma è così, personalmente fui bocciato all'esame di guida in maniera inaudita: dopo venti minuti di esame ineccepibile per il centro cittadino (varie inversioni ad U, varie partenze in salita, vari parcheggi, sia a sinistra che a destra, i privatisti erano trattati molto severamente) mi trovavo fermo ad un incrocio, senza precedenza, aspettando il varco per passare quando una macchina si fermò e il guidatore, gentilmente, mi fece segno di attraversare.
Bene, io ringraziai, passai, l'esaminatrice mi fece fermare immediatamente e mi disse "Bocciato".
Fu inutile protestare, l'esaminatrice dichiarò tranquillamente "Io sarei passata, ma lei doveva rimanere fermo per dimostrarmi di conoscere le precedenze".

E` superfluo aggiungere che sia io che mio padre la maledimmo pubblicamente fino alla settima generazione, in faccia, per fortuna all'esame successivo c'era un esaminatore diverso.

Evidentemente per le patenti nautiche vale lo stesso principio, quindi...
...quindi ho fatto la prima uscita patente. :-)


Iniziamo col dire che appena arrivato è stato imbarazzante.

Aal bar del marina ho incontrato Paul e Secchio che mi hanno immediatamente domandato "Ma non sei a Ravenna per la regata?". Alla mia risposta "No, sono qui per l'uscita patente" mi hanno guardato con disgusto come se fossi un assassino matricolato (probabilmente un parricida).

Arrivato alla barca sono sceso nella dinette per mettermi la cerata e gli altri che erano vestiti pesantemente ma con indumenti normali mi hanno guardato con disgusto come se fossi un assassino matricolato (probabilmente un parricida).

Poi appena risalito in pozzetto è stata fatta la spia: sono stato additato all'istruttore, e nel silenzio una voce si è alzata dichiarando "Lui fa regate". L'istruttore mi ha guardato con disgusto come se fossi un assassino matricolato (probabilmente un parricida).

Ho avuto l'impressione che persino il gabbiano posato sulla tuga della barca di fianco mi stesse guardando con disgusto come se fossi un assassino matricolato (probabilmente un parricida).

Superato l'impatto iniziale, però, tutto è andato bene. :-)

E` stata una bella giornata, cielo limpido, mare calmo, temperatura non troppo fredda, vento il giusto (ho un po' rimpianto la regata che si stava tenendo a Marina di Ravenna), mi sono divertito :-)

Ora un po' di foto, già che c'ero ho usato la macchina digitale che la ditta ci ha regalato per Natale. :-)

Iniziamo con l'uscita dal porto, l'istruttore al timone e tutti gli altri partecipanti tranne me. :-)

Si vede benissimo la bella giornata, vi posso assicurare che era perfetta per una uscita invernale fra gente con poca esperienza.

Anche se, ripeto, ho molto rimpianto la regata. :-)







Qui a destra, invece, potete vedere la prode Roberta al timone, impegnata oltre ogni dire a controllare se il genoa è regolato bene. :-)

Non posso fare a meno di incoraggiarla oltre ogni misura, si sente impacciata nelle abbattute e preoccupandosi, ovviamente, sbaglia in continuazione, arrivando a dimenticarsi la sequenza di azioni e comandi da fare: Forza Roberta (non è un partito politico!), hai la stoffa del comandante, non ti abbattere. :-)






Infine, a sinistra, il sommo Pascal al timone, che assieme all'istruttore controlla la randa.

Pascal assume in continuazione un'aria scanzonata che mi fa morire, con un aria da "Perché mi avete portato qui che non so nulla?" per poi fare tutto perfettamente. :-D


Bene, tutti qui, sono le sole foto che ho fatto in mare, spero vi siano piaciute. :-)

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Chi si ferma è perduto

di villo (18/01/2007 - 09:37)

E io, ovviamente, non mi fermo, a dispetto dei pochissimi post.

Ci eravamo lasciati che dovevo finire di raccontare le mie esperienze nei corsi di terzo e quarto livello, ma essendo un  infantiz ovviamente non l'ho fatto.

Ho però accettato una proposta dal nuovo uomo di una mia amica, Michele (l'Ele è una somara, era un bel po' che ci diceva che ce l'avrebbe presentato ma si è decisa a farlo solo quando si è ritrovata incinta di tre mesi!!!), mi ha visto l'estate scorsa in mare mentre sbraitavo contro una barca che non ci aveva dato la precedenza.

Evidentemente gli è piaciuto come sbraito, perché mi ha proposto di partecipare al Campionato Invernale di vela di Marina di Ravenna.

E io, che sono matto, nonostante sia meno di un anno che vado in mare, ho accettato!!! :-D

A inizio articolo potete vedere una panoramica delle barche in uscita dal porto per andare a fare la regata (domenica 14 gennaio 2007, poi annullata, non c'era vento), mentre qui di lato potete vedere la barca sulla quale gareggio, uno Swan 47 del 1977, barca bellissima con armo tradizionale, abbastanza diverso da quello al quale ero abituato.

Non c'è uno stopper neanche a pagarlo oro (solo bitte), niente rolalfiocco (con tre genoa, vorrei vedere), nessun sistema per facilitare il lavoro, winches che solo a guardarli mi viene l'ernia a tre o quattro dischi da tanto che sono grandi, tangone a campana e non a bilancino (doppio tangone, per la precisione, e ovviamente due campane!), insomma sto imparando tantissimo. :-)

Ah, io faccio l'apprendista drizzista. :-D

I risultati che stiamo ottenendo?
Mi dispiace, ma qui vige l'omertà più assoluta... O:-)

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Primo intermezzo: mai più senza!

di villo (20/11/2006 - 09:43)

Ciao a tutti.

Un breve intermezzo fra un resoconto e l'altro, con una cosa che mi ha colpito al Salone Nautico di Genova.


Ci sono andato quest'anno per la prima volta, assieme a mio zio Luciano e a mio cugino Fabrizio (ossia il marito di mia zia Franca e il figlio di mio zio Giordano).

A parte l'ovvio stupore che prende una persona che ha iniziato ad uscire in mare ad aprile e si ritrova per la prima volta, in ottobre, al salone nautico (mi sembrava quasi di essere nella Terra Promessa), è subentrato il gusto tutto geek per i particolari, unito al gusto estetico del tutto insolito di questo Geek: et voilà, ecco a voi un fantastico esempio di moda trendy a bordo, giubbotti salvagenti coordinati con gli accessori.

Mai più senza, ho pensato, queste cose le devo avere.
Peccato che ci fossero solo zebrati o leopardati, fossero stati tigrati li avrei comprati immediatamente per fare pendant con le slip intime tigrate che indosso quando esco con una ragazza (una vera sciccheria).

E per fare pendant anche con la cerata tigrata che ho visto in un altro stand, dove purtroppo mi hanno proibito di fotografare.

Avrei comprato il set completo, cerata, salvagente, marsupio, porta cellulare impermeabile, tutto tigrato.
Per fare pendant con le mie slip tigrate, ovviamente.

Esistono barche tigrate?

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E darmi alla divinazione?

di villo (17/11/2006 - 14:34)

Profetavo, evidentemente profetavo...


Fra noleggi, altri corsi, ecc. il First 36.7 che usavamo per Il Corso Di Vela Di Terzo Livello non sarebbe sato disponibile per il weekend successivo a quello delle prove tecniche di Diluvio Universale, quindi...

...quindi Il Secondo Weekend Del Corso Di Vela Di Terzo Livello si sarebbe tenuto dopo il corso di quarto livello.

Va bene, non è un problema, siamo Geek noi, cosa vuoi che siano queste sfide?
Dovremmo proprio preoccuparci per quisquilie come queste?
Dopo aver domato delle integrazioni su LDAP e delle migrazioni di cluster di database in geografico, senza interruzione del servizio?

Pinzellacchere
, direbbe il sommo Totò.

Intanto ho imparato qual è l'accessorio velistico fondamentale, assolutamente da comprare prima della cerata: una palla di cristallo per divinazione, come quella in foto.


Io, chiaramente, non ne ho bisogno, so profetare di mio... :-D

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Un vero e proprio weekend biblico

di villo (17/11/2006 - 11:27)

Ciao a tutti.

E vai con il resoconto del secondo weekend del corso di terzo livello, anche se senza fotografie, capirete presto il perché. :-)


Avete mai provato a pensare a come si sentisse Noè, quando iniziò il Diluvio Universale?

Bene: io lo so come si è sentito, grazie a questo secondo weekend di corso. :-D

Andiamo con ordine.
La settimana fra i due weekend è trascorsa normalmente, se non fosse che il mercoledì il tempo ha iniziato a peggiorare, e il giovedì ha iniziato a piovigginare.
Le previsioni per il sabato non erano buone, piovaschi sparsi, poco vento e mare mosso con moto ondoso in aumento...
Daniele (uno degli istruttori) fa un bel giro di telefonate, ci si era divisi i compiti per la cambusa ma vista la situazione si blocca tutto, al limite compreremo tutto il sabato, al Lido degli Estensi.
Il sabato mattina sveglia presto, doccia, colazione, poi via, prendo il borsone e parto.

Durante il tragitto fra casa mia e il mare (65 Km circa) le condizioni meteo sono molto variabili, trovo sia sole che pioggia.
Promette bene, pensavo, dai, migliora...

Arrivato al marina trovo Riccardo (l'istruttore romagnolo), mi domanda se sono già stato a vedere il mare, rispondo di no e ci andiamo assieme, lungo il molo (porto canale, una meraviglia...).
Dopo avere visto le condizione (mare non molto mosso ma con onda lunga, quella che mi fa venire la nausea) me ne esco con un "Ok, ora vedete voi due (gli istruttori, N.d.G.) se uscire oppure no".
Riccardo mi guarda e se ne esce con un "Ma come mai tu dici sempre la cosa sbagliata?"
E poi via, pistolotto di una decina di minuti, con me a capo chino ed espressione contrita, Riccardo in piedi davanti a me, con l'indice destro alzato, oscillante avanti e indietro per evidenziare le frasi: "Capobarca... yadda yadda... responsabilità... blah blah... solo una persona decide...  yaddayadda... in barca comanda uno solo... blah blah... il capobarca è Daniele... yaddayadda... decide solo lui... blah blah..."

Ossia, una delle cose che ci erano state abbondantemente spiegate il weekend scorso.
Figurone immondo.

Dopo essermi adeguatamente mortificato prostrandomi ai suoi piedi e cospargendomi il capo di cenere (tanti di capelli ne ho pochi, chi se ne frega), torniamo al marina.

E inizia a piovigginare...

Troviamo gli altri, tutti siamo indecisi, si guardano le previsioni meteo che danno ancora mare mosso con tendenza in aumento, si vedono Paul e Secchio andare fuori in gommone e tornare con aria perplessa: si decide, andiamo!
Con grande sprezzo del pericolo!!!

Non si va fino a Fano, come era stato progettato, ci si limiterà ad andare a Marina di Ravenna, via, vicino, se le condizioni peggiorano si fa in tempo a ritornare o a riparare a Marina di Ravenna.
Niente cambusa, compriamo un po' di panini al bar del Marina.

E intanto continua a piovigginare...

Iniziamo a prepararci, io indosso la mia cerata e mentre sto andando alla barca sento Paul dirmi, con aria sorniona: "Bella cerata!" :-D
Direi che sono soddisfatto. :-)

Molliamo gli ormeggi, andiamo per fare il pieno e...
...e il benzinaio è chiuso!
Ci accorgiamo che è mezzogiorno passato!!! :-D

Verifichiamo e avendo più di tre quarti di serbatoio di gasolio decidiamo di partire ugualmente, ci immettiamo nel canale di uscita e...
...e inizia a piovere davvero, non più a piovigginare.
Ma piovere sul serio.
Cielo grigio uniforme, pioggia non forte ma continua, come in genere capita in novembre, quando inizia a piovere e non smette più per una settimana.
Esattamente come uno si immagina che sia stato il Diluvio Universale.

Usciti in mare, troviamo vento debole, mare poco mosso ed onda lunga (quella che, come ho giù detto, mi fa venire la nausea), issiamo le vele (con randa terzarolata, non si sa mai) e puntiamo verso sud, ma il poco vento regge solo per mezz'ora, poi cade del tutto.

Siamo stati fermi, immobili, sotto la pioggia e con la nausea (o almeno, io con la nausea) per una mezz'ora, la mia cerata si  è comporta egregiamente non lasciano passare nulla e tenendomi asciutto, ho solo faccia e mani bagnate e sento un po' freddo perché sotto ho indossato solo una tuta da ginnastica ma sono soddiscatto lo stesso del mio acquisto, poi io mi rompo i maroni (da dire con accento emiliano!!!) e faccio La Proposta Indecente: accendiamo il motore e torniamo indietro, rimandiamo tutto a data da destinarsi?

Intendiamoci: io ho sempre pensato di essere timido, ma lungo tutta la mia avventura con la vela, da aprile ad oggi, mi sono reso conto che gli altri sono più timidi di me!
Sono sempre stato io a fare le proposte indecenti, ma appena fatte tutti gli altri hanno sempre aderito immediatamente. E questa volta non ha rappresentato l'eccezione: hanno risposto tutti, in coro, compresi gli istruttori: "Siii!".

Sentendoci ormai come Noè siamo ritornati, abbiamo ormeggiato, siamo andati in coperta, ci siamo tolti le cerate, ci siamo mangiati i nostri panini, abbiamo fatto due chiacchiere e siamo partiti per tornare a casa, mettendoci d'accordo per sentirci via e-mail allo scopo di programmare Il Secondo Tentativo Del Secondo Weekend Del Corso Di Vela Di Terzo Livello (ormai usiamo le maiuscole, sta diventando un affare biblico).
Il tutto sotto la pioggia battente.

Mentre andavamo al parcheggio, chiacchierando con Davide e Daniele, che si sono iscritti con me al corso di quarto livello (senza maiuscole, vedremo se sarà promosso e potrà fregiarsi pure lui di questo onore) che si deve tenere l'ultimo weekend di settembre, mi sono immedesimato veramente nel ruolo di Noè ed ho profetato: "Stai a vedere che facciamo il corso di quarto livello prima di finire quello Di Terzo Livello".
Gli ignavi mi hanno risposto, in coro, "Ma va la, figurati...".

Su queste note è terminato miseramente Il Primo Tentativo Di Trascorrere In Mare Il Secondo Weekend Del Corso Di Vela Di Terzo Livello, sotto la pioggia battente e profetando me ne sono andato al parcheggio.
Poi me ne sono andato a Casa, 65 Km, sempre sotto la pioggia battente, sono arrivato a metà pomeriggio.
La pioggia battente ha continuato fino a sera, quando ho portato il mio cane a fare un giro, rimpiangendo la cerata perché con l'ombrello mi bagnavo (ottimo acquisto, ne sono orgoglioso!).
Ha continuato anche di notte.
Ha continuato tutta la domenica.
Senza un attimo di tregua.
Ha continuato la notte fra domenica e lunedi.
Ha smesso di cadere lunedi mattina, verso le dieci.


Ora so cosa ha provato Noè.
Sia cosa ha provato sull'Arca, sia cosa ha provato profetando.

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Infantiz!!!

di villo (16/11/2006 - 16:11)

Infantiz.
Con l'accento sulla i.
Sulla seconda i.

In dialetto Ferrarese, si definisce infantiz una persona pigra, ma così pigra che pur di non fare nulla evita anche di fare cose necessarie.

Ad esempio, il proverbiale messicano che non fa pipì perché durante la siesta ha la cerniera dei pantaloni chiusi, rimandando a domani l'espletamento della necessità fisiologica pur di non fare la fatica di aprire la cerniera, bene, è un infantiz.
Oddio, quasi, un vero infantiz direbbe "Non guardo neppure come sia messa la cerniera, è chiusa, faccio pipi domani".

Da cio si evince che il qui presente Geek, oltre ad essere un geek e ad essere un geek a vela, è anche un infantiz: da due mesi continuo a dire "Si, dai, domani aggiorno il blog con gli ultimi due corsi".
Domani.

Seeeee....

Ok, ve lo prometto: aggiorno il blog.
Da oggi, un intervento al giorno.

Parola di un Geek a vela infantiz.


P.S.: non lamentatevi, noi ferraresi distinguiamo tra Infantiz e Trop Infantiz, dove ovviamente trop sta per parecchio...

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Sette in condotta

di villo (11/09/2006 - 14:47)



Titolo: Mai Fidarsi Di Un Sistemista



Location: su un First 36.7, durante un corso di vela di III livello
Cast: istruttore A, istruttore B, quattro corsisti, Il Geek

Prima scena: alle 16.30 circa del primo giorno di corso, dopo una mattina passata a prendere confidenza della barca e dei suoi impianti, ed un pomeriggio passato ad ormeggiare la suddetta barca all'inglese, nel canale di accesso alla Marina degli Estensi, tutto il dialogo si tiene con un marcato accento emiliano, tranne l'istruttore B che ha un marcato accento romagnolo



Istruttore A, in pozzetto, rivolto ai corsisti: "...torniamo dentro e rifacciamo l'ormeggio. Chi va al timone?"

Corsista 1, appoggiato al boma, rivolto all'istruttore A, in piedi in pozzetto: "Ma non le apriamo proprio queste vele, oggi?"

Il Geek, al timone, rivolto al Corsista 1:  "Mi sa di no, non hanno tanta voglia di portarci fuori, oggi..."
Il Geek, voltandosi verso l'istruttore A: "...anche se noi ne abbiamo due maroni così di ormeggi."

Istruttore B, appogiato all'albero, rivolto all'istruttore A: "Equipaggio difficile..."

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Tradito dalla tecnologia. :-(

di villo (03/09/2006 - 11:41)

Ciao a tutti.

Questo post è senza fotografie, perché Il Geek è stato perfidamente tradito dalla tecnologia che lui pensava di avere brillantemente domato: la macchina fotografica, appena accesa, ha visualizzato un bel "Batterie scariche. Cambiare le batterie" :-(

Eppure sono sicuro di averle caricate, probabilmente mi ricordo male oppure ormai le batterie non ce la fanno più (due batterie AA ricaricabili, al NiMH, 2500 mAh, insomma due pilette da 5 Euro, maledizione!), posso consolarmi pensando che domo l'alta tecnologia mentre questa è bassissima tecnologia, praticamente al livello dei battelli a vapore. :-( :-(

Peccato che questo contrattempo mi abbia impedito di documentare quella che è stata la mia prima vera uscita in barca senza istruttori a bordo, con i miei amici, quella a Casalborsetti non conta visto che non c'era vento. Ad essere veramente sinceri, questo contrattempo mi ha talmente scosso che mi ha impedito di pensare: il mio GPS palmare è alimentato da due batterie uguali, potevo usare quelle ma non mi è venuto in mente (e i miei amici mi hanno oltremodo insolentito quando, al ritorno in automobile, me ne sono ricordato e gliel'ho detto).

Vabbuò, andiamo avanti e raccontiamo l'uscita.


L'equipaggio era lo stesso dell'uscita a Casalborsetti con in più un altro nostro amico, Nerone, praticamente l'archetipo dell'Orco delle favole: scuro di carnagione, grosso (non grasso, grosso, il classico omone!), molto peloso, un po' di pancia, baffi e pizzetto, vocione tonante, testa rasata, occhiale scuro, il suo passatempo è remare su una batana nel Po di Volano con la moglie a bordo, la sua filosofia di vita è "Perché mangiare un risotto alla marinara se si possono mangiare due risotti alla marinara?", detto con lo stesso tono con il quale si direbbe "Ucci ucci sento odor di cristianucci".

Per tutta la settimana ho controllato due o tre volte al giorno le previsioni meteo per il sabato, sempre fisse su "Mare calmo, venti deboli e variabili", praticamente le previsioni di una classica giornata in cui fare di tutto ma non andare in barca a vela. :-(

Siamo arrivati alla marina ieri mattina (sabato due settembre 2006, ndr) alle 8.20, via in bar a farci caffè e pasta (Nerone due paste), poi siamo passati alla sede del gruppo velico a ritirare la barca (il solito First 21.7, non Titilla come la volta scorsa, questa volta ci hanno dato Abau).

Matteo (del gruppo velico, alla base) ci ha angustiato ("Ah, oggi niente vento, mica come sabato scorso che mi sono divertito tantissimo in mare"), tutto intorno calma quasi assoluta, ogni tanto un refolo di aria, insomma ero abbastanza depresso.
E la depressione è aumentata dopo essere usciti in mare: il GPS dava fra i 0.3 e i 0.8 kn di velocità, un caldo da orchi (e te lo credo, con Nerone in barca!), sono stato tutta la mattinata a fare impratichire gli altri con le tre coppie di concetti chiave: cazza/lasca, orza/poggia, virata/abbattuta (anche se tutti e tre, dopo avere visto la America's Cup in TV, continuavano a domandare "Ma sei sicuro che non si dica strambata?").

Rientrando alle 12.30 per andare a pranzo ho notato che si stava alzando un po' di vento, e nel canale di Porto Garibaldi c'era una processione di barche a vela di tutte le misure che stava uscendo, e questo mi ha un po' rinfrancato.
Anche il pranzo mi ha notevolmente rinfrancato, io ho proposto "Prendiamo una piadina?" e Nerone mi ha risposto "Piadina? Primo e secondo di pesce, altrimenti oggi pomeriggio mi viene fame e rischio di mangiare un braccio a qualcuno!".
Detto, fatto: quattro primi (per me spaghetti alla chitarra di mare, con zucchine, pomodorini, gamberetti, calamari e seppie), spiedini e fritto misto per tutti, come se piovesse (Nerone ha accompagnato il fritto con bruschettine olio e sale), birra (niente vino, non esageriamo altrimenti non usciamo più, basta una 0.4 di birra a testa), acqua, caffé, ammazzacaffé e limoncini (Nerone due limoncini), per un totale di 25€ a testa, qualità medio alta, direi molto più abbordabile di Giumè. :-D

Mentre bevevo il caffé ho guardato fuori ed ho visto che si era alzato abbastanza vento (al nostro ritorno, di pomeriggio, dei ragazzi che erano stati fuori ed avevano il windex mi hanno riferito 10-12 nodi di vento): bene, tutti eccitati paghiamo, andiamo alla barca,  molliamo gli ormeggi, usciamo dal porto, alziamo le vele, spegniamo il motore e...

...e poi per tutto il pomeriggio ci siamo divertiti come dei facoceri. :-D :-D :-D

Per me era la prima volta che uscivo con abbastanza vento senza istruttore di fianco, per Coccia e Mengo era la prima volta che uscivano in barca con abbastanza vento, Nerone era la prima volta in assoluto che usciva in barca a vela (non contando la mattina). :-D
Quindi, la mia prima vera uscita.

La cosa che ha stupito tutti i miei amici è stato quanto la barca abbia sbandato appena partiti con le vele: in realtà eravamo poco sbandati, solamente loro non erano mai stati su una barca sbandata.
Per me è stato bellissimo vedere le loro espressioni eccitate ad ogni cosa che facevamo, le loro reazioni alle sensazioni date dalla barca sbandata, dal vento che si sente di bolina, dallo sciabordio nell'acqua, dalla scia, dagli spruzzi, da tutto insomma.

E sono rimasti tutti basiti (ma nel senso buono, stupiti piacevolmente, a bocca aperta e con il sorriso) dal cambiamento delle percezioni e delle sensazioni che si hanno nella sequenza bolina - traverso - lasco - traverso - bolina.
Una rivelazione.

Alla prima virata mi sono accorto che una mattinata come quella che avevamo passato era stata utilissima, avevano preso confidenza con i vari concetti, termini e manovre, e li ho visti veramente elettrizzati quando si sono accorti che avevamo virato decentemente, senza sbagli, senza perdere troppo di velocità.

Poi traverso, lasco, gran lasco (e tutti stupiti dalla scia, "Sembra che andiamo piano ma guarda che scia!"), poi la prima abbattuta con vento: un attimo di panico da boma, poi appena realizzato che l'avevamo fatta decentemente ne hanno chiesta subito un'altra, poi un'altra ancora e qui è scattata la legge del tre: la terza abbattuta consecutiva si sbaglia, boma che spazza il pozzetto, tutti allarmati poi, realizzato che nessuno si era fatto male, via, a gran voce hanno richiesto "Bolina, bolina". :-D
E se nerone chiede a gran voce "Bolina" si va di bolina, altrimenti ti stacca un braccio ed inizia a picchiarti con quello. :-D :-D

Siamo andati avanti una mezz'oretta così, varie manovre con vento sempre più teso, poi è accaduto l'inevitabile: uno dei miei amici (Coccia) mi ha chiesto "Ma che velocità stiamo tenendo?". Io ho guardato il palmare e ho strabiliato: al traverso, 5.7 nodi.
I miei amici se ne sono accorti e mi hanno chiesto qual è la velocità massima per un First 21.7: quando ho detto circa 6 nodi è partita la buriana, per tutto il resto del pomeriggio hanno voluto vedere se ci arrivavamo a 6 nodi, ogni due minuti guardavano il palmare! :-)

Non si sono spaventati né impauriti neppure quando il randista si è dimenticato di essere un randista e per guardare la velocità si è fatto scappare una raffichetta: falchetta in acqua, io che orzo per raddrizzare la barca, tutti che chiedono "Come mai abbiamo rallentato?", io che lo spiego, Nerone che si volta verso il randista e con la faccia seria dice "Non farlo più".
Inutile dire che il randista non si è più dimenticato di essere un randista. :-D
Però gli è piaciuto, hanno voluto provare a mettere la falchetta in acqua altre due volte. :-)

Non abbiamo più raggiunto i 5.7 nodi, e non li abbiamo neppure superati, siamo rimasti sempre fra i 4.5 e i 5.5, ma questo per loro è stato utilissimo servendo da sprone, ci siamo impegnati veramente a fondo, sia loro che io, per quanto persone poco esperte come noi si possano impegnare.

Ed infine, l'apoteosi.

Verso le 17.00 Mengo ha domandato "Perché non proviamo a fare una manovra come quelle che fanno in Coppa America e abbattiamo, proseguendo poi fino ad arrivare di bolina?".
Lui intendeva farlo li sul posto, invece io ho preso come riferimento una boa un po' distante e ho detto "Ok, andiamo fino a quella boa e poi gli giriamo intorno".
Finita: l'abbiamo fatto un bel po' di volte, con sonanti "Olè" ad ogni strambata e altrettanti sonori improperi dei miei amici quando altre barche passavano vicino alla boa costringendoci a deviare. :-D
E vedere Nerone che con il suo vocione urlava improperi da sopra una barca ha sempre fatto si che le altre barche si spostassero subito. :-D :-D

Verso le 18.00 siamo rientrati, piccolo contrattempo con il rollafiocco incastrato e poi verso il porto, a motore, sulle facce dei miei amici espressioni beatificate ed eccitate, tutti a dire che volevano uscire ancora e ad informarsi su eventuali corsi.

L'unica nota spiacevole è che uno dei miei amici durante l'ormeggio è scivolato sul bordo della banchina ed è finito in acqua, senza conseguenze se non un po' di "Che figura di merda che ho fatto!" mentre tornavamo a casa. :-)


Sembra essere piaciuto parecchio a tutti e tre i miei amici, si sono divertiti, alla mia domanda "Si può rifare?" Nerone ha risposto "Si deve rifare", gli altri in coro "Sisi, noleggiamo ancora" (contradditelo voi, Nerone), vedremo in ottobre perché tutti i weekend di settembre esco per un corso su barche più grandi, 37 piedi. :-)
Vi terrò informati.


P.S.: è inutile chiedermelo, a Pontelagoscuro (dove abito) vige la regola dell'omertà più assoluta, non vi dirò mai chi è caduto in acqua. ;-)

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Dimenticavo: il cane!!!

di villo (30/08/2006 - 18:01)

Noto che pur avendola nominata nel mio post relativo alla cerata, ancora non ho messo una fotografia della mia cagnona sul blog.

Eccola qui, in tutto lo splendore dei suoi 35.2 Kg, mentre gioca con Achille, un bassotto suo amico: lei si chiama Batù, pura razza Brutt Cagnazz (un incrocione fra un boxer ed un labrador nero, in foto non si vede ma ha anche la pettorina bianca come i boxer).

Ovviamente ferocissima, se vi cospargete di maionese forse vi lecca...
Altrimenti alza la zampa destra in segno di invito al gioco.

Ad essere sinceri, un mio amico, quando è brillo ed ha voglia di fare l'asino, sostiene che se vuoi uccidere una persona basta strofinargli i piedi con una salsiccia alla brace: Batù lo farebbe morire di solletico, leccandogli i piedi.

Quindi potrebbe essere pericolosissima!!!

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Usenet mon amour :-D

di villo (30/08/2006 - 17:45)

Beh, diciamo che questo thread su it.hobby.nautica è la conferma che qualcosa ho imparato: mi sa che non ho esagerato con la cerata... :-)

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Sailing in the rain...

di villo (25/08/2006 - 17:13)


Ciao a tutti.

Forse sono esagerato, ma chiacchierando un po' e pensando mi sono accorto che io farò due weekend in mare a metà settembre e uno a fine settembre / inizio di ottobre, ma non ho nulla di serio per vestirmi!

Specialmente l'ultimo corso (questo corso del Gruppo Velico Oltremare), si parte da Porto Garibaldi la sera di venerdi 29 settembre 2006, si attraversa l'Adriatico, il sabato 30 settembre 2006 si rimane in Croazia e domenica 1 ottobre si torna indietro.

Potenzialmente potrebbe piovere, fare parecchio freddo e potrei trovarmi nella condizione di stare tre giorni bagnato fino al midollo e infreddolito oltre misura.

Bene, sono andato a fare un giro al negozio Decathlon di Bologna e mi sono comprato cerata e stivali. :-)

La cerata è della Tribord, precisamente la giacca CR 300 e la salopette TR 300, gli stivali non so la marca, il modello è Skey navy.

Molto probabilmente ho esagerato, ma sono stato abbastanza calmo, non erano i capi meno costosi ma quelli di livello immediatamente superiore, in tutto ho speso 146,80 € (con lo sconto UISP).

Considerate che la salopette più costosa che c'era riportava il prezzo di 580 €, e che comprando la giacca e la salopette meno costose avrei speso intorno ai 100 €, direi che sono stato abbastanza conservativo... :-)

Appena arrivato a casa ho dovuto indossarla, immediatamente, sopra i blue jeans e la felpa, e subire le sonore sghignazzate della mia compagna (pure il cane era molto dubbioso, e mi stava a debita distanza con la zampa anteriore alzata, guardando alternativamente me e Raffaella).

A suo dire non sto male, non sono ridicolo vestito così, sto bene, però sembra che debba partire per una spedizione in Atlantico Settentrionale nel mese di Dicembre!!!

Beh, qualsiasi sia il tempo che troveremo durante il corso, la indosserò, e vi farò vedere le fotografie. :-)
Magari me la vedrete indossare con 40°C all'ombra! :-D


Commentate pure, ditemi se ho fatto una cazzata, se secondo voi ne vale la pena, se potevo comprare qualcosa di meglio, eccetera eccetera: qualsiasi commento è il benvenuto. :-)

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I soliti sospetti

di villo (14/08/2006 - 14:44)


Vi ricordate il film I Soliti Sospetti?


Il Racconto...

Siamo partiti alla mattina, in tre (da sinistra Il Geek, Coccia e, accosciato, Mengo), tutti espertissimi: io sono IL lupo di mare, Coccia sta sviluppando le branchie e Mengo è una guardia forestale, sul Delta del Po, sempre fuori in barca.


...la realtà.

Siamo partiti in tre, io che ero uscito in tutto otto volte in mare, Coccia che non era mai stato in barca a vela e Mengo che è esperto (è veramente una guardia forestale), ma non era mai salito in barca a vela.

Abbiamo trovato vento teso e comodo fino a Casalborsetti (tutto di bolina larga, una goduria), siamo arrivati prestissimo, due ore appena.

Praticamente non c'era vento, siamo andati lentissimi al lasco con un caldo boia fino alle 12.30, quando per riuscire ad arrivare al ristorante entro le 13 abbiamo dovuto accendere il motore. In tutto l'avremmo tenuto acceso per 15 minuti, ma per Il Geek è stato un bello smacco :-(

Una volta arrivati, abbiamo localizzato immediatamente l'entrata del porto anche senza guardare il mio GPS.

Il mio GPS  non è arrivato in tempo, me l'hanno recapitato il lunedi successivo. Mengo aveva portato il tuo TomTom Go che continuava a dire che eravamo nell'entroterra, su una strada secondaria che collega la Satale 16 con la Statale Romea.

L'entrata in porto è stata liscia, in venti secondi abbiamo sollevato la deriva (a Casalborsetti la profondità massima è di un metro, noi ne pescavamo 1.60 con la deriva abbassata) e poi siamo entrati, trovando immediatamente un punto dove attraccare.

Ci siamo fatti un culo da orchi per alzare la deriva, è durissima, ma almeno appena entrati in porto abbiamo trovato subito un punto al quale attraccare.

L'ormeggio è stato perfetto, roba da manuale, al primo colpo. Mentre stavamo ormeggiando è arrivata una imbarcazione a motore con dei ragazzi di Comacchio, probabilmente pescatori, ci hanno chiesto se potevano ormeggiare di fianco alla nostra barca, ma visto come avevamo svolto il tutto e quale barca avevamo, uno di loro ha detto "Dai, spostiamoci, che potremmo rovinargliela"

L'ormeggio ha richiesto il quarto d'ora che avevamo risparmiato a motore, ed è stato molto estemporaneo: Piero ci aveva avvertiti che non c'erano bitte, e alla fine abbiamo assicurato la barca ad una scaletta e ad un palo di un segnale stradale, come si vede dalla foto. Mentre ormeggiavamo è arrivata una batana con dei ragazzi comacchiesi, probabilmente pescatori, che all'inizio volevano ormeggiare di fianco a noi ma poi uno ha detto "Spostiamoci, questi non sanno fare".  Ad essere sinceri, "non sanno fare" è un eufemismo, e quando siamo entrati al ristorante loro stavano già mangiando l'antipasto.

Il pranzo è stato ottimo, antipasto abbondante, grigliata, contorno, acqua, vino, sorbetto, caffé e limoncino, il tutto per un prezzo modico, direi una scorpacciata.

Il pranzo è stato ottimo, gamberoni e calamari alla griglia per antipasto, poi per me branzino e per Coccia e Mengo rombo, contorno, acqua, vino, sorbetto, caffé e limoncino, il tutto per la modica cifra di 48€ a cranio, [Dio|Allah|Budda|Manitù|$entità_superiore] stramaledica i gestori di Giumè, evidentemente in agosto danno una bottarella verso l'alto ai prezzi.



Dopo pranzo abbiamo bighellonato un po', quindi siamo ripartiti verso Marina degli Estensi: in cinque minuti abbiamo tolto gli ormeggi, siamo usciti dal porto, abbiamo tirato giù la deriva in venti secondi e siamo partiti verso la nostra destinazione

Abbiamo finito di pranzare verso le 15, ci siamo affrettati ad uscire dal porto, cinque minuti di faticaccia per tirare nuovamente giù la deriva e finalmente ci siamo diretti verso Marina degli Estensi.

Il viaggio è stato come al mattino, visto che il vento aveva girato l'abbiamo fatto tutto di bolina larga, estremamente piacevole, e veloce visto che era una bella brezza tesa.


Il viaggio è stato come al mattino, visto che il vento aveva girato l'abbiamo fatto tutto al lasco, un caldo da boia. Ovviamente il vento era lievissimo, e alle 18 è caduto quasi del tutto: abbiamo di nuovo acceso il motore per poter rientrare senza troppo ritardo, siamo arrivati in porto alle 18.30, mezz'ora di motore, che smacco . :-(

Il rientro è stato da manuale, ormeggio perfetto, di prua e non all'inglese come si deve fare a Casalborsetti, tutto lo staff di Oltremare presente in base è venuto sul molo a gustarsi la manovra.

Il rientro è stato da manuale, ormeggio perfetto, di prua e non all'inglese come si deve fare a Casalborsetti, anche se tutto lo staff di Oltremare presente in base è venuto sul molo per darci una mano in caso avessi sbagliato tutto, si fidano parecchio di me.



Conclusioni?

Ci siamo divertiti come matti. :-D
Né Coccia né Mengo hanno sofferto il mal di mare, si sono divertiti: io sono stato tesissimo per tutto il tempo perché per la prima volta ho portato in mare delle persone sotto la mia totale responsabilità (a fine giornata avevo male a tutti i muscoli delle braccia e della schiena, da tanto che ero rilassato in barca! Però alla fine è stato un bel test e mi sono divertito, almeno so capire quando è ora di accendere il motore), Coccia che aveva suggerito il ristorante è stato amareggiato per tutto il pomeriggio ("Ma dai, non preoccuparti, abbiamo mangiato bene", "Nono, che cazzata che ho fatto", ecc...) e Mengo se l'è goduta e basta. :-)


Stiamo pensando ad un'altra uscita, probabilmente in settembre, a grandi linee vorremmo andare fino a Marina di Ravenna, cenare alla Trattoria Cubana, dormire in barca al Marinara e tornare il giorno dopo, vi terrò informati... :-)

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Sporchi collaborazionisti!!!

di villo (30/07/2006 - 07:41)

Ben ritrovati.

Questo è un post un po' strano, anche se totalmente in linea con il mio essere contemporaneamente geek e aspirante velista.

In un mio post precedente facevo il punto della situazione riguardo ai portolani online, e anticipavo che avrei cercato di ovviare in un qualche modo alla mancanza.

Da questa idea è nato OpenSailing.org, un tentativo di creare un portolano collaborativo online.

Chiunque, su questo sito, ha la possibilità di creare la scheda che descrive un porto, basta andare alla sezione Portolano d'Italia e inserire la scheda nel punto giusto della gerarchia regionale.

Finora ho inserito solamente la scheda relativa al porto di Casalborsetti (sorvoliamo sulle ragioni che hanno portato a questa scelta :-D), la quale è solo un primo tentativo, riportante alcune informazioni in modo schematico.

Bene, la discussione è aperta: vi piace questo sistema?
Preferireste un sistema diverso?
Bastano fotografie satellitari e mappe di GoogleMaps?
Conviene inserire, con le API di GoogleMaps, anche la batimetria del porto?
Quali altre informazioni si dovrebbero inserire?
Va bene la possibilità, oltre di modificare la scheda, di inserire dei commenti?
Può essere utile aggiungere un forum al sito?

Per qualsiasi cosa, inviatemi pure una e-mail, cercherò di rispondere nel minor tempo possibile, compatibilmente con i miei impegni a terra e in mare... ;-)


Buon vento a tutti. :-)

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E` ufficiale, siamo inutili :-D

di villo (30/07/2006 - 07:14)

Ciao a tutti.

Abbiamo terminato il corso di secondo livello, e come spiegavo in un mio post precedente ormai siamo ufficialmente inutili. :-D

Qui di fianco trovate una fotografia scattata durante l'esame finale, da sinistra vedete Piero (l'istruttore), Gabriele, Davide, Gianfranco ed il Geek in persona. :-)

La fotografia è stata scattata da una ragazza che stava partecipando ad un corso di primo livello, un equipaggio tutto femminile (equipaggio che con marcato accento emiliano si potrebbe definire uno spettacolo!) che ci ha clamorosamente stracciato!!!

Ad un certo punto del pomeriggio, Piero ci ha detto "Andatele a prendere".
Pilotavo io.
Siamo arrivati fino ad una cinquantina di metri da loro e poi non siamo più riusciti ad avvicinarci, sono riuscite a tenerci a distanza.
Con l'aggravante che loro erano pure terzarolate, e noi no (ossia andavano con velatura ridotta).

Quando si dice "Ah, la femme, la femme..." :-D
Diciamocelo: un equipaggio tutto femminile, ragazze carine e simpatiche, direi che oltre alla loro bravura anche i nostri ormoni ci hanno messo la loro parte. :-D :-D

Speriamo di ritrovarle in mare, ragazze, buon vento. :-)

Purtroppo non ho una loro fotografia da postare, mi dispiace per i lettori.


Con finalmente la qualifica ufficiale di inutile saluto i miei lettori, anticipando una chicca: a settembre Davide e io ci siamo iscritti ad un corso di terzo livello e ad un corso di quarto livello (rispettivamente, crociera costiera e crociera di altura), come al solito sarà mio compito tenervi informati degli sviluppi. :-)


Buon vento a tutti.

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