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Geeks of the Caribbean - episode IV

di villo (01/02/2008 - 17:07)

Ciao. :-)


Ecco il quarto giorno, che avrebbe potuto intitolarsi BUROCRAZIA E VIP.


Vai con la sveglia e la colazione, robusta, per prepararci alle fatiche. Ovviamente fra sveglia e colazione, subito fuori a controllare di non aver arato, toccato, ecc... Tutto a posto, quindi si arma il tender e si scende.
Claudio ed io andiamo a fare le pratiche di entrata, Roberto e la Rosi in cerca di pesce, Cristina, Antonio e Raffaella in cerca di frutta e verdura. Ovviamente il compito più arduo sarà il nostro.

Entriamo in un edificio abbastanza nuovo fornito di condizionamento polare (ci saranno almeno quindici gradi di differenza con l'esterno), al cui interno ci sono tre sportelli di fronte all'entrata e altri due, uno per ogni lato. All'interno degli sportelli c'è un ambiente unico, niente pareti divisorie. Ci viene consegnato un modulo dove iniziamo a indicare i dati della barca, dei componenti dell'equipaggio, la presenza a bordo di alcoolici, armi, munizioni (sic!), il numero di scarpe del primo fidanzato di mia nonna e persino quanti grammi di cacca produce giornalmente il mio cane (e se la suddetta cacca è adatta a fertilizzare coltivazioni di fagioli).
Ah, pure quanti baci ho dato alla mia prima fidanzatina dell'asilo, qui sono entrato in difficoltà perché io avevo la fidanzatina ma non sono mai stato all'asilo, non c'erano caselle apposite da marcare e alla fine  ho mentito spudoratamente.

Fatto tutto, consegnamo il modulo allo sportello di fronte a noi alla destra, dove un graduato in uniforme (assistito da un altro graduato con grado evidentemente inferiore, dal numero di barrette sui galloni) inizia a separare le varie copie del modulo e a scrivere varie cose su ognuna. Tempo dell'operazione un quarto d'ora, durante il quale ci rifa a voce le stesse domande presenti sul modulo, compresa quella sui baci e secondo me qui ci ha sgamato, anche se è stato comprensivo, ha fatto un sorrisetto e ha lasciato perdere.
Alla fine prende un foglietto, gli scrive sopra qualcosa, gli appone un timbro, lo firma e ce lo consegna assieme ad una delle copie del modulo da noi compilato (ovviamente vidimato e firmato pure quello).

Con i due fogli in mano ci trasferiamo davanti allo sportello di fianco, quello centrale, dove una ragazza in borghese prende il foglietto vidimato e firmato, borbotta qualcosa a proposito di kindergarden, lo firma a sua volta, lo trattiene, ne prende un altro, gli scrive sopra qualcosa, lo firma, lo timbra, ci chiede le tasse di ingresso e, una volta pagato, ci consegna il foglietto assieme ad una ricevuta di pagamento, firma e timbra la copia del modulo e ci dice di andare allo sportello laterale alla nostra destra.

Ci spostiamo e troviamo un ufficiale (si capisce dai gradi sull'uniforme e dall'uniforme stessa, migliore di quelle dei tizi al primo sportello) che legge il foglio, sghignazza mormorando "kindergarden", lo timbra e firma a sua volta, lo archivia, ne prende un altro, gli scrive qualcosa sopra, lo timbra, lo firma, ce lo consegna, timbra e firma il modulo e ci dice che è tutto a posto e che possiamo andare, guardandomi con commiserazione.

Tempo totale, un'ora e mezza.

Ho lavorato per dodici anni come consulente esterno alle Poste Italiane e nemmeno li ho visto una trafila simile, ci sarebbero stati solo due sportelli da fare, e in una qualsiasi altra realtà ci sarebbe stata una persona sola a svolgere tutto il lavoro.
Però un senso c'è, come mi fa notare Marco, lo skipper dell'altro cat: in questo modo tre persone ricevono uno stipendio invece di una sola.
Quindi, tutto regolare.

Usciamo provati dallo scontro titanico e troviamo immediatamente le due spedizioni di approvvigionamento, con frutta, verdura e pesce già cotto alla brace.
Giro al bancomat per prelevare un po' di dollari caraibici poi via, a fare aperitivo prima di pranzo, in un localino assieme all'equipaggio di Marco: personalmente ho bevuto due rumpunch, una Guinness ed un pinacolada, non volevo farlo ma mi hanno costretto con una pistola alla tempia, e ho imparato che i rumpunch, la Guinness e i pinacolada ai tropici contengono dell'alcool, ma guarda un po'!!!

Ormai inizia ad essere ora di pranzo e ci trasferiamo in barca, dove pranziamo con il pesce alla brace e la frutta.
Poi, riponendo la verdura prima di ripartire notiamo un vassoio di venti peperoni dall'aria sospetta, e per colore e per dimensione: più piccoli dei nostri peperoni (anche se con la stessa forma), con un aspetto quasi carnoso e colori molto accesi.

Io ed Antonio esprimiamo dei dubbi sulla commestibilità di detti ortaggi e sull'opportunità di averli comprati, ma Cristina ci rassicura: sono solo peperoni, e le servono per un sugo ai peperoni, acciughe e capperi che ci preparerà più avanti.
Io e Antonio continuiamo ad avere dubbi e trattiamo il vassoio come se fosse un carotaggio in profondità proveniente da Mururoa, ricordatevi di questi peperoni, avranno un ruolo fondamentale nella crociera.

Si parte, e come prima cosa facciamo un lungo tragitto a motore di meno di un miglio nautico, spostandoci sul lato sud di Bequia per fare un lungo bagno corroborante di fronte ad una splendida spiagga orlata di palme, sabbia bianchissima, acqua azzurra, ecc. ecc. incomma i Caraibi come uno se li immagina. Ad essere sinceri c'erano cartelli "Proprietà Privata, Vietato L'Accesso" dappertutto, ma noi ce ne siamo fregati ed abbiamo usato anche alcune sdraio presenti sulla sabbia.

Terminato il bagno si riparte, a vela verso Mustique con un apparente quasi al traverso di 18 nodi, senza più i fastidiosi treni di onde da nord (praticamente senza onde, ormai iniziamo ad essere protetti da tutte le isole e dai reef), dove arriviamo alle 17.30, poco prima dell'imbrunire.

Gavitello aiutati per dieci dollari caraibici (tre euro circa) da un indigeno su un barchino, poi aperitivo in barca, doccia e si sbarca, per andare a ri-fare aperitivo assieme agli altri in un locale sulla spiaggia e a cenare in un ristorante in collina.
E qui mi scontro subito col fatto che Mustique è un posto da VIP con prezzi da VIP: quasi 20 Euro a cranio per l'aperitivo e quasi 50 Euro a cranio per la cena!

Te possino...

Intendiamoci, ottimi rumpunch e ottima cena (anche se con porzioni medio piccole, nouvelle cuisine), locali molto belli e curati, camerieri & baristi & servizio degni del Grand Hotel di Rimini, ma non sono i Caraibi che mi aspettavo.
Non tanto per il prezzo, quanto proprio per l'ambientazione.
Marco aveva proposto di farci preparare la cena da una nativa che conosce (una certa Luise, immediatamente soprannominata Luisona come tributo a Stefano Benni), l'avremmo mangiata nel cortile di casa sua nel borgo dei nativi, ma alla fine è passata la proposta del ristorante.

Riguardo al ristorante, tre note di colore: per andarci abbiamo preso un taxi che era un robo della Honda a due tempi e quatto ruote, cassonato, con alcuni posti in cabina e altri sul cassone, io sono finito sul cassone, in piedi, in salita su una strada ripidissima (ad un certo punto credevo di dover scendere a spingere), cercando di schivare le foglie delle palme.
Poi io ed Antonio abbiamo provato a prendere un antipasto in due, gamberetti alla brace accompagnati da una salsa di avocado e verdure. Ebbene, ci hanno portato un piatto contenente quattro gamberetti ed una ciotolina di salsa. Buoni, intendiamoci, con la salsa ci stavano proprio bene, ma porca miseria.,..
Infine come dolce Raffaella ha ordinato cheesecake e io banane fritte, hanno portato la cheesecake e il cameriere con le mie banane mi ha beccato mentre la assaggiavo.
Mi ha sgridato!!!
"Non si mangia la cheesecake prima delle banane, altrimenti non si riesce a sentire il fragrante sapore dei frutti, voi italiani, blah blah, yadda yadda, blah blah..."

Si è fermato quando ha notato il mio sguardo e il fatto che avevo la forchetta in mano ma la tenevo come si tiene un coltello, ha posato il piatto e se ne è andato velocemente, per poi mandare sistematicamente un altro cameriere ad ogni nostra richiesta.

Alla fine ritorno in barca, aperitivo post-cena con gin e ruhm e poi a dormire, domani si rimane a Mustique e si va a Macaroni Beach.

Tag: vela,vacanze

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